videosorveglianza
e tecnologia IV
(intelligent
video)

Approfondimenti
Ticicom

  1. Qual è lo scopo della videosorveglianza?

Molto semplicemente, si tratta di proteggere un’impresa, uno stabile, un’abitazione o una qualsiasi zona sensibile sorvegliando attraverso delle telecamere collegate a degli schermi e/o a degli impianti di registrazione.              
La videosorveglianza può anche essere utilizzata per altri scopi: ad esempio seguire e documentare l’evoluzione di un cantiere o monitorare un’attività, il traffico, la meteorologia.
La tecnologia IV (Intelligent Video) permette, oltre che di catturare le immagini, anche di analizzarle. Un esempio è lo studio dei comportamenti d’acquisto basato su un’analisi statistica delle immagini catturate nei negozi, oppure lo studio dell’ambiente naturale in particolare del comportamento della fauna.  
Gli scopi ed i bisogni, essendo così numerosi e diversi, danno vita ad una grande varietà di soluzioni che possono essere gestite sia localmente sia da un accesso remoto.

 

  1. Oggi possiamo facilmente procurarci sul mercato degli impianti di videosorveglianza collegabili allo smartphone a dei prezzi accessibili: quanto valgono?

Tutto dipende dell’utilizzo che se ne vuole fare. Per un utilizzo semplice, come ad esempio sorvegliare un animale domestico oppure vedere se un pacco è stato consegnato, quelle fai-da-te sono sicuramente delle soluzioni valide, che presentano anche il vantaggio di essere facili da installare e, appunto, da utilizzare. Purtroppo, tutto questo va a scapito della sicurezza, perché questi sistemi sono anche molto facili da disabilitare.
Per esempio, è possibile disturbare con delle apposite antenne il segnale Wi-Fi che permette la trasmissione dei dati video. Non è quindi la tecnologia da consigliare quando lo scopo è quello di proteggere dei beni o delle persone all’interno di uno stabile contro una potenziale intrusione.

 

  1. Per quanto riguarda la protezione della privacy, quali sono le cose più importanti da sapere?

Innanzitutto, dobbiamo distinguere i due spazi: quello privato, ovvero all’interno di una proprietà, e quello pubblico, generalmente esterno. Per quest’ultimo le regole vengono dettate dalla Confederazione e dai comuni. Le telecamere che riprendono uno spazio pubblico, anche quindi la parte esterna del recinto, devono essere autorizzate dal comune ed annunciate agli organi di polizia locale. Ogni comune ha delle regole diverse, ad esempio un numero di giorni massimo per lo stoccaggio delle immagini prima della loro cancellazione: può variare da 100 ore a 100 giorni. Ovviamente, vale anche la regola della non divulgazione a terzi delle immagini registrate. Pertanto, l’installazione e l’utilizzo di un impianto di videosorveglianza vanno sempre studiati anche sotto l’aspetto normativo.   

 

  1. Le immagini video corrispondono a dei volumi di dati importanti: come vanno gestiti?

Esistono anche qui diverse possibilità: si può scegliere di conservare i dati originali, dei dati compressi, oppure solo alcuni dati (ad esempio tutti quelli in cui c’è un movimento) e non altri (ad esempio quando non è stato individuato nessun movimento).     
Ci sono tanti software diversi che offrono un’infinità di soluzioni.
Per quanto riguarda lo stoccaggio, come per tutti i tipi di dati, si può ricorrere al tradizionale hard disk.
Tuttavia, il Cloud rappresenta sempre di più la soluzione migliore in termini di costi, di scalabilità e di sicurezza.

 

  1. Appunto, qual è la tendenza attuale nel mondo della videosorveglianza?

La domanda sta aumentando. Da un lato perché, come discusso prima, si sta liberalizzando il mercato e dall’altro perché la tecnologia, sia per quanto riguarda le stesse videocamere (riprese ad alta risoluzione, o al contrario riprese con segnale termico che garantiscono l’anonimato delle persone) sia per quanto riguarda le infrastrutture informatiche (ad esempio l’Intelligent Video), sta compiendo progressi importanti.

La tecnica dell’Intelligent Video permette, ad esempio, di interfacciarsi con altri sistemi (radar per rilevare i movimenti) così come di ridurre i falsi allarmi limitando, di riflesso, i costi d’intervento. Possiamo citare anche l’esempio delle telecamere motorizzate controllate da computer (PTZ), le quali permettono di effettuare vere e proprie ronde virtuali.
Insomma, l’offerta è ampia e la scelta del sistema più adatto ai propri bisogni può essere molto complessa. Il coinvolgimento di un professionista altamente specializzato dall’inizio del progetto, ovvero dalle fasi di analisi, non solo permetterà di velocizzare e semplificare i processi di implementazione ma anche e soprattutto di raggiungere gli obiettivi di sicurezza e di economicità preposti.

 

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