Smart
working

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Questo è stato un anno caratterizzato da diverse trasformazioni a cui tutti noi ci siamo dovuti abituare.  Uno di questi cambiamenti è stato senza dubbio l’affermazione dello Smart working, che si stima rimarrà un elemento fondamentale all’interno della nostra routine.

Lo smart working viene definito da Emanuele Madini (Associate partner di P4l-Partners4Innovation ed esperto di smart working ed HR Transformation) come il modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda; propone autonomia nelle modalità di lavoro a fronte del raggiungimento dei risultati e presuppone il ripensamento “intelligente” delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative.

Questo modello organizzativo è una valida alternativa al lavoro in sede, che porta ad ottimizzare i tempi giornalieri in quanto permette di conciliare lavoro e ambienti domestici e favorisce il benessere dei dipendenti; ha, inoltre, un impatto positivo sulla soddisfazione personale che porta, di conseguenza, a un incremento della produttività.

In questo contesto lavorativo è emersa l’importanza delle tecnologie: abbiamo imparato come grazie al web non è più necessario essere presenti in ufficio in quanto cellulari, pc o qualsiasi altro dispositivo IT con accesso ad una rete ci permette infatti di essere sempre reperibili; è possibile fruire, mediante questi dispositivi di servizi che vanno oltre alla voce, basti pensare alle video conferenze e alle funzionalità di messaggistica istantanea.

Per le aziende è affiorata, inoltre, l’importanza di disporre di propri strumenti di lavoro sempre e ovunque, per poter essere produttivi sia in ufficio sia al di fuori dell’azienda e di possedere modelli organizzativi all’altezza per condividere documenti e informazioni.

La comunicazione deve convergere sull’individuo ovunque si trova.

Tuttavia, questo modello organizzativo porta ad assicurarsi un maggior livello di responsabilità quando si parla di sicurezza informatica; si deve disporre di soluzioni di sicurezza affidabili su tutti i dispositivi ricordandosi della propria tutela digitale.

Grazie allo smart working, quindi, si realizza un ideale di comunicazioni “unificate”, in cui l’individuo digitale che resta al centro può approfittare di queste opportunità rimanendo protetto e tutt’intorno si connettono le piattaforme di sistemi e di dati.

Stiamo entrando in una nuova era di esperienze integrate in cui le infrastrutture tecnologiche e le persone hanno bisogno di essere connesse al meglio per offrire la stessa esperienza che stiamo vivendo tutti come consumatori digitali.

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